Il cravattato

6 October, 2010 (22:50) | programming

Chi è costui? Nell’ultimo post ho attaccato apertamente questa figura, quindi per dare la possibilità al lettore di capire se sto parlando di lui o meno ho pensato di descrivere un po’ meglio questo grottesco personaggio.

Uso il termine “cravattato” in tono dispregiativo per identificare quella classe di “colletti bianchi” che si piazza fra chi produce valore, chi lo vende e chi lo finanzia. Questi sono i giocatori principali della partita, in un mercato libero, colto, virtuoso e meritocratico anche il venditore potrebbe essere eliminato (cosa che si sta verificando sempre più spesso nel nostro ambiente), gli altri fanno da supporto.

Il “cravattato” è un ruolo che è stato sapientemente ingegnerizzato nel tempo. Di seguito alcune sue caratteristiche peculiari

  • E’ in una posizione di potere ma spesso non ha competenze specifiche, vedi il principio di Peter
  • Comanda, ma trova sempre chi è responsabile al posto suo
  • E’ ammaestratore della burocrazia aziendale
  • E’ maestro delle cerimonie delle metriche
  • E’ un anello forte della catena del nulla

Certo, persone di questo genere se ne trovano ovunque, qual’è il problema? Il mio problema è che nel mondo del software (quello conosco, di quello parlo e quello m’interessa migliorare) sono veramente numerosi

La presenza di cravattati nel mondo del software dipende sicuramente dall’impalpabilità del prodotto e dalla difficoltà nel misurarne il valore nel breve periodo. Il cravattato quindi è nato come un indispensabile tramite fra l’investitore e il programmatore, nel seguito è degenerato inglobando e nascondendo all’investitore i meccanismi di produzione del valore. Devo ammettere che le ragioni storiche della loro proliferazione probabilmente devono essere ricercate in una inadeguatezza e immaturità nella figura dello sviluppatore, ma oggi è la loro presenza uno dei freni nello sviluppo di questa professione, perchè?

Perchè i numeri sono molto più facili da gestire rispetto alle competenze individuali, assemblare un team di professionisti sarebbe, al confronto, assurdamente complesso e probabilmente al di fuori della sua portata. La proprietà fondamentale che deve avere lo sviluppatore è la gestibilità, perchè quello è il lavoro del “cravattato” e quindi lo sviluppatore deve essere:

  • Moderatamente competente, possibilmente con competenze mirate in modo che non possa vedere l’inadeguatezza del tutto
  • Moderatamente costoso, così da poterne comprare di più diminuendo contemporaneamente il budget (vedi sopra alla voce “maestro delle metriche”)
  • Giovane e manipolabile, sopratutto non deve essere conscio del proprio valore, ovvero non deve sapere quello che ho scritto nel post precedente
  • Facilmente intercambiabile, così che non possa sfruttare nessuna leva, ne nei confronti del cravattato, ne nei confronti dell’azienda

Ovvero, affinchè il cravattato possa fare bene il suo lavoro il programmatore deve essere mantenuto mediocre. L’eccellenza, qual’ora crescesse spontanea della passione dei pochi, non verrebbe ripagata, strati e strati di cravattati filtrerebbero il flusso di valore prodotto in modo che chi di dovere non sappia mai chi ne è l’artefice.

Tutto questo mi fa incazzare, non solo perchè sono un programmatore, ma anche perchè sono conscio del fatto che buona parte dei soldi che spendo tutti i giorni vengono consumati dai cravattati, ovvero dai parassiti dei flussi di valore.

Tutto questo mi fa incazzare ancora di più perchè da che mondo e mondo l’intermediario dovrebbe prendere una piccola parte della transazione, non il 70-90% (mia valutazione assolutamente spannometrica derivata da esperienze professionali)

Tutto questo mi fa incazzare ancora di più perchè da che mondo e mondo l’intermediario è al servizio degli intermediati, secondo quale logica l’intermediario dovrebbe essere il “capo” di una delle due parti? Secondo quale logica la capacità produttiva dovrebbe essere limitata per favorire l’intermediario?

Concludendo: ben venga la figura dell’intermediario, ben vengano le figure di supporto, ben venga tutto l’aiuto possibile, purchè non ci si dimentichi una cosa: nel mondo della produzione del software l’elemento principale è il programmatore, tutto il resto è eliminabile, che vi piaccia o no :-)

Comments

Comment from devsmt
Date: October 7, 2010, 8:26 am

anche il cliente utente sponsor non è eliminabile, come non sono “eliminabili” la comunicazione e la fiducia reciproca che deve esistere trai due, se per costruire questa fiducia e comunicazione occorre un mediatore, è per immaturità dei soggetti che rappresentano domanda e offerta.
certo i programmatori meno coscienti hanno più bisogno di un mediatore, ma anche i clienti meno coscienti ne hanno bisogno oppure diciamo, se lo meritano.

Comment from Gabriele Lana
Date: October 7, 2010, 9:02 am

@devsmt è più facile che dei programmatori si autofinanzino piuttosto che un imprenditore si metta a programmare. Dopodichè sono assolutamente d’accordo (infatto l’ho scritto) sul fatto che sia una questione di inadeguatezza, ma sono anche convinto che questa inadeguatezza sia tranquillamente colmabile. Il mio scopo è far si che i programmatori riprendano coscienza dell’importanza e della natura del proprio ruolo, alzando (di molto) i loro standard qualitativi

Comment from Andrea Maietta
Date: October 7, 2010, 11:56 am

Peccato che pur alzando i propri standard, per citare una persona che ammiro, “l’eccellenza non verrebbe ripagata”. Questo è triste, però NON DEVE FERMARCI. A lamentarsi sono capaci tutti, quello di cui abbiamo bisogno è trovare soluzioni, e sono fermamente convinto che partire da noi è il primo e necessario passo. Quindi sotto e… sapere aude!

Per integrare, vorrei aggiungere che secondo me il cravattato non solo “nasconde all’investitore il meccanismo di produzione del valore”, ma il più delle volte non ne è a conoscenza lui stesso, altrimenti, giusto per fare un esempio, tutti i cravattati si batterebbero contro il debito tecnico a spada tratta. Ma in quel caso non sarebbero più cravattati…

Comment from Andrea Saltarello
Date: October 7, 2010, 2:30 pm

sono uno sviluppatore, come te. Ma, da 5 anni, sono anche imprenditore. Ed ho imparato che il 20% del fatturato viene “bruciato” da “robette” tipo: assicurazioni varie, affitto, energia&acqua, costi amministrativi, attività legate alla sicurezza del luogo di lavoro, …
Ho imparato che i clienti pagano spesso in ritardo, e che quindi devi avere un “buffer”. E’ il motivo per il quale, oltre a quel 20% di spese, aggiungi almeno un 10% di risk management (se qualche cliente paga in ritardo, il 10% di quelli che hanno pagato “on time”) finanzia la quota di copertura dei costi delle fatture ancora non saldate.
Ciò premesso, facciamo un caso pratico: io azienda fatturo “100″ per una specifica attività e ne riconosco 50 a chi la ha effettuata; dal tuo punto di vista, sto effettuando un margine del 100%, ma sul pianeta Terra sto in realtà avendo un margine del 20% (100 – 20 – 10 – 50).
In questi 5 anni ho ripensato varie volte a quante considerazioni “approssimative” (se non addirittura “presuntuose”) ho effettuato fintanto che non ho “dovuto” vedere il “lato B delle cose”…

Comment from Gabriele Lana
Date: October 7, 2010, 4:20 pm

@AndreaSaltarello conosco bene l’argomento essendo da sempre libero professionista e da poco amministratore di una società, ma quello di cui stai parlando appunto è l’imprenditore o il finanziatore come l’ho chiamato nel post, è cosa diversa rispetto al cravattato. Il margine è sacrosanto dato il rischio assunto, anzi direi che “ti paghi poco”. La situazione di cui parlo io è tutt’altra, il cravattato in una eventuale situazione imprenditoriale la prima cosa che fa è subappaltare con stime a corpo e contratti capestri per il 20-40% della cifra spuntata sul cliente

Comment from Giorgio Sironi
Date: October 7, 2010, 7:01 pm

Sono ancora troppo giovane per avere avuto esperienze con i “cravattati”, ma capisco la situazione. Io miro all’eccellenza e avere davanti un cravattato così descritto sarebbe debilitante.

Comment from Simone Casciaroli
Date: October 7, 2010, 10:00 pm

Grazie per il post Gabriele mi ha fatto pensare ad un angolo “nascondendo all’investitore i meccanismi di produzione del valore” a cui normalmente non penso. La cosa che normalmente mi preoccupa dei cravattati (c’e’ da dire cmq che se sono solo uno spreco ma nn fanno danno mi preoccupano di meno) e’ che tendono ad allontanare il team dall’investitore/sponsor/cliente tendendo a gestire tutta la comunicazione tra i “due mondi” con cali di produttivita’ enorme del team che si sente meno partecipe e aumento di pressione/street sul team stesso legato al fatto che nel momento in cui il team viene tirato fuori automaticamente il cravattato inizia a promettere consegne impossibili. Io sono probabilmente piu’ naive di te e penso che il cravattato nn lo faccia con cattiveria e’ solo che ‘You can’t teach new tricks to an old dog’, ma magari hai ragione te…ciao ciao

Comment from lorenzo
Date: October 8, 2010, 10:14 am

Ciao,

leggendo il tuo post mi e` venuta in mente una cosa: in Canada, quando vuoi comprare una casa, “affitti” anche l’intermediario. Quindi non sei piu` da solo (tu acquirente) che deve cercare di difendersi dalle menzogne del venditore, ma hai un ‘esperto’ dalla tua parte e pagato da te.

Quindi mi chiedevo: e se si facesse la stessa cosa? E se fosse il programmatore ad ‘assumere’ il suo intermediario? Se l’intermediario diventasse un dipendente del programmatore..?

Dreaming on. Buon lavoro.

Comment from Gabriele Lana
Date: October 8, 2010, 1:02 pm

@lorenzo esatto, sto lavorando insieme ad altre persone per definire i dettagli di come la cosa potrebbe funzionare per tutti, siamo in Italia e ci vuole tempo ma non lo definirei un “sogno”

Comment from lorenzo
Date: October 10, 2010, 2:06 pm

@Gabriele, la cosa mi interessa. Come posso restare aggiornato su questo argomento?

Comment from Gabriele Lana
Date: October 10, 2010, 2:16 pm

@lorenzo ti tengo aggiornato :-) Se non mi senti per un po’ di tempo, mandami un ping :-D

Comment from Mister Sfintere
Date: October 12, 2010, 2:35 pm

Signor Gabriele, lei mi ha profondamente demotivato.

Comment from Paolo Rovati
Date: October 12, 2010, 11:19 pm

Ciao Gabriele,

vedo che ultimanente sei tornato un fiume in piena. Mi fa piacere. Latitavi da troppo tempo.

Sai una cosa, quando leggo i tuoi post, avendo il piacere di conoscerti bene anche se ci frequentiamo pochissimo…
ho sempre l’amaro in bocca. Vorrei scrivere tante cose che alla fine non ti scrivo mai nulla. Peccato!

Beh, stavolta provo a fare una piccola eccezzione. Vado….

Ho visto nei commenti che l’argomento è stato già affromntato. Evito di ripetermi. Voglio invece offrire se possibile degli spunti di riflessione, sapendo di andare sicuramente OT.

Parli di mondo libero, colto, virtuoso e meritocratico. Questo è il mondo dei liberi professionisti; anzi, dovrebbe esserlo visto che aimè non lo è. E la colpa non è solo dei “cravattati”, ma anche dei programmatori che credono far parte dell’elite ma che invece ne sono ben lontani. Solo a pensarci ho un mix di sentimenti contrastanti: da una parte mi spiace, perchè hai un disperato bisogno di trovare gente come te e che ti aiuti a migliorare il nostro mondo; dall’altra sono incazzato
perchè c’è chi pensa di essere ad un livello superiore, ma purtroppo ne ha ancora di strada da fare. Molta assai.

Sai nel mio team ho l’onore di avere un discepolo delle tecniche agili. Uno bravo, uno che ha delle qualità veramente fuori dalla media e che forse nemmeno ora sa di averle tutte. Uno che capisce i problemi e che sa farti le domande giuste, quelle che ti mettono i dubbi. Uno che sa spiegare come pochi, un maestro. Un ottimo tecnico, una persona in gamba insomma…. ecco, sai una cosa, alla fine non ne sono contento, e per certi versi sono pure deluso. E qui mi fermo, non per mancanza di elementi ma per il semplice fatto che sono stufo di dire le stesse cose. :-)

Questo mi delude profondamente. Per mettere in pratica quello che dici tu, ci vuole passione, sacrificio, preparazione, studio, esperienza, coraggio e voglia di investire in noi stessi attravero il duro lavoro.

Ecco, ad oggi, di tutti quelli che conosco, punteri solo su di te. Tu sei l’Ayrton Senna della programmazione. Peccato che ad oggi non conosca nessun degno avversario, un Alin Prost qualunque con cui potresti cambiare davvero qualcosa.

Bene, sono andato OT da paura.

In bocca al lupo, ne hai bisogno.

Comment from Gabriele Lana
Date: October 13, 2010, 9:02 am

@Paolo non so se sia un bene che abbia molti post in canna visto che alla fine sono più dei rant che altro. Lo sai che io mi lamento tanto dei “cravattati” quanto dei programmatori, so benissimo che siamo molto lontani da dove dovremmo essere a livello di preparazione, professionalità, ecc… Sono anche conscio che i primi passi dobbiamo farli noi programmatori, non è e non sarà semplice ma ci devo provare

Questo post in realtà non vuole cambiare niente, vuole solo dire che quello che abbiamo oggi è qualcosa che ci permette di andare avanti ma in maniera mediocre, non sfruttiamo a pieno le potenzialità di nessuno, è come andare in prima quando hai 5 marce, continuiamo ad andare avanti in questo modo non perchè sia il modo migliore di fare le cose, ma perchè è comodo per tutti

L’unico modo di cambiare le cose è con i fatti, io ho la mia teoria su come dovrebbero essere fatte le cose, vedremo se questa produrrà dei fatti o meno :-)

Comment from Indrit
Date: October 15, 2010, 7:19 pm

Bellissimo! Parole sante… Io ne ho le palle piene dei cravattari!

Comment from Luigi R. Viggiano
Date: October 24, 2010, 12:07 pm

Leggendo la prima parte del post, mi veniva in mente uno dei “development manager” che ho incontrato qualche tempo fa…

Il discorso e’ che se questi cravattati non hanno tecnici competenti che fanno andare avanti la baracca nonostante tutto il progetto fallisce e quindi si devono spostare come le cavallette su altri progetti. Il cravattato ha bisogno di gente in gamba, ma premia il lacché.
Il discorso e’ che quando va bene, e’ merito loro, quando va male e’ colpa di chi “l’aveva detto”, di chi aveva previsto i problemi. Che porta sfiga.

Il cravattato e il “tecnico competente” sono incompatibili, ma il cravattato ha un disperato bisogno di qualcuno che manda avanti la baracca al posto suo. Il problema e’ che il cravattato riesce a conquistare il trust di altri cravattati al comando, mentre i tecnici competenti spesso non riescono a farsi ascoltare. E quando muovono critiche legittime vengono identificati come rompic…

Comment from devsmt
Date: February 21, 2011, 12:20 pm

@Luigi sono talmente d’accordo con la tua analisi che sono in lacrime per la commozione. sottoscrivo con entusiasmo i tuoi punti cardine: abbiamo in una certa misura bisogno uno dell’altro ed esistono difficoltà di comunicazione e fiducia trai due soggetti implicati nella catena del valore, problemi che è controproducente far risolvere al terzo incomodo parassita.

Comment from giacomo
Date: September 3, 2011, 8:35 pm

sei un grande signor lana!

Comment from Michele
Date: September 15, 2011, 12:03 pm

@Gabriele
Mi piace la tua definizione del cravattato, tristemente reale in molti aspetti, sorvolando però sul dettaglio che spesso mi fa comodo mettere davanti alle rogne il mio capo per “finire il lavoro” davanti al computer.
Io spesso mi definisco “scimmia”, la cosa funziona benissimo soprattutto quando mostri di avere una qualche competenza, una visione analitica dei problemi e pragmatica delle risoluzioni.

A questo punto credo dovresti formalizzare la “scimmia con la cravatta” in modo da identificare la via da percorrere.
Partirei per essere spiccioli dal Dress-Code: la “scimmia con la cravatta” NON deve portare la cravatta, ma nemmeno la maglietta unta da due giorni degli AC/DC ;-)

Comment from Igor
Date: February 8, 2012, 4:20 pm

Putroppo le persone ammirano i cravattati, altrimenti non se ne spiegherebbe l’esistenza . Per fare un esempio fuori dall’IT: alcune agenzie immobiliari guadagnano migliaia di euro facendo leva sull’ignornza e l’inesistenza di una legge che tutele le persone e non i cravattati. I cravattati sono dovunque in Italia, secondo la mia modesta esperienza, anche il 98% dei managers che ho incontrato e con cui ho mio malgrado lavorato.
Il cravattato ha i suoi risultati, si arricchisce alle spalle della brava gente e si difende acquisendo potere…
Ho scritto un’articolo http://i3factory.com/it/stimare-il-tempo-di-sviluppo-software-come-per-app-per-ios-iphone-e-ipad-android/ in cui dico la mia.

Il problema pero non e’ solo tra i programmatori.
Questo è il problema dell’intera società occidentale e mondiale; basta pensare al mondo della finanza dove cravattati giocatori d’azzardo tengono le redini dell’economia di un mondo dove migliaia di persone muoiono perche’ il cravattato di turno è riuscito ad assicurasi il copyright di farmaci importanti o di tecnologie salvamondo… E il bello è che la gente comune ti dirà: ma senza copyright sui farmaci non ci sarebbe ricerca e non ci sarebbero i farmaci importanti.. sostengo invece che senza copyright c’e’ sempre piu’ progresso, piu’ invenzione e piu’ genialita e questo e’ un postulato della storia… ma in questo campo la società globalizzata è allo stesso piano di chi incarcerava Galileo perchè si era permesso di comprendere la realtà delle cose…. come dice Padre Pizarro/Guzzanti: stamo al medioevo ….

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