Agile Training

20 April, 2008 (14:25) | agile, scrum

Io e Matteo da qualche mese stiamo facendo attività di mentoring e formazione presso NSN, l’obiettivo è quello di dare una formazione di base sulle metodologie agili (in particolare SCRUM) e di aiutare i team che inizieranno ad utilizzare queste metodologie. Grazie a questa esperienza ho provato sulla mia pelle l’importanza di fare formazione (nel senso di insegnare qualcosa a qualcuno) come fonte di formazione (nel senso di imparare qualcosa da qualcuno), ovvero: “capisci veramente qualcosa solo quando la insegni a qualcun’altro” :-)

Uno degli strumenti che utilizziamo durante i corsi è il “Backlog delle domande”: se qualcuno ha una domanda, può farla subito, se la risposta viene stimata di costo inferiore ai 30”, la risposta viene data immediatamente, altrimenti viene inserita nel Backlog (una pagina di un flipchart che tutti possono vedere). Durante la giornata dedichiamo un paio di pomodori per rispondere alle domande: Io e Matteo facciamo il ruolo del team = stimiamo le domande a seconda della complessità; i partecipanti al corso giocano il ruolo dei clienti = ogni partecipante vota la domanda per la quale vuole una risposta; finita questa attività di planning, rispondiamo alle domande in ordine di voto fino a consumare il tempo a disposizione

Ad oggi abbiamo fatto corsi ad oltre 200 persone, alcuni avevano una formazione tecnica altri no, alcuni erano programmatori altri no, alcuni erano giovani altri meno, alcuni avevano letto qualcosa sulle metodologie Agili altri erano totalmente digiuni, ecc… E’ facile immaginare la quantità di domande che sono state poste ed è altrettanto facile immaginare che non abbiamo avuto il tempo di rispondere a tutte :-) Ed eccoci arrivati al punto: volevo utilizzare il blog per riprendere alcune di queste domande, non per scrivere delle risposte, ma per continuare ad interrogarmi su delle questioni che troppo spesso do per scontante…

Durante l’ultimo corso che abbiamo tenuto, una ragazza ha espresso un dubbio che mi ha particolarmente colpito, la frase suonava più o meno così: “Apprezzo veramente i concetti e le pratiche che stanno alla base delle metodologie Agili, ma temo che possano funzionare solo in un mondo perfetto…”

Voi cosa le avreste risposto?

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