Scetticismo

1 January, 2009 (15:19) | agile

Ho appena finito di guardarmi un’interessante intervista fatta a Keith Braithwaite durante Agile 2008, e devo dire che condivido molte delle cose dette che potrei riassumere con

Individuals and interactions over processes and tools

e

Responding to change over following a plan

Il business della “vendita” di metodologie/processi miracolosi per lo sviluppo del software non è nuovo e non sta andando neanche troppo male, anzi più le cose andranno male, più questo business crescerà, più uno sta male, più l’elisir checuraqualsiasimale risulta desiderabile

Su due cose non sono d’accordo ed entrambe riguardano il concetto di regola:

  • Nell’intervista Keith sostiene che le best practices non dovrebbero essere seguite alla lettera, ma dovrebbero essere contestualizzate. E’ chiaro che la contestualizzazione di una pratica può produrre un risultato migliore rispetto alla sua pura applicazione, ma dobbiamo sempre tenere in considerazione che questa strada è percorribile solo dopo aver acquisito una conoscenza profonda della pratica stessa
  • “Adattarsi e raggiungere lo scopo” mi sta bene, ma c’è sempre un grosso pericolo, il pericolo di sostenere un contesto incancrenito ed inadatto a supportare quel business per il quale inizialmente è stato creato

I miei consigli quindi sono

  • Prima di adattare una pratica si dovrebbero sempre fare due cose
    • Applicare la pratica “by the book” per un periodo di tempo consistente (Nota: questo tempo può anche essere ricavato fuori dall’orario lavorativo, una sorta di laboratorio di gruppo che il team può fare per acquisire una nuova pratica)
    • Una volta appurato “a sensazione” o con metriche che l’applicazione di una pratica non è conveniente all’interno del vostro contesto di lavoro, fate immediatamente una retrospettiva mirata ad individuare quali sono le cause alla radice di questa impossibilità, una volta individuate cercate di rimuoverle e riprovate ad appilcare la pratica
  • Morale: “se c’è qualcosa di rotto, è più probabile che sia il vostro contesto lavorativo piuttosto che le buone pratiche di programmazione”

  • Il modo migliore per introdurre una cultura “Agile” nella vostra azienda è quello di ingaggiare un team di professionisti con esperienza da mixare con un vostro team, assegnargli un progetto e lasciare che la magia faccia effetto. Dovrei dedicare un post a tal proposito, ma credetemi quando vi dico che è la miglior soluzione che abbia visto fino ad ora. Sourcesense grazie a Matteo e ai ragazzi del team Orione ha reso quest’approcio una realtà anche in Italia. Io e Matteo un paio di anni fa l’avevamo proposto a Reply che ci aveva riso in faccia (metaforicamente)… la mia previsione è che fra poco riderà qualcun’altro (no, l’emoticons non c’è)

Comments

Comment from Luca Minudel
Date: January 4, 2009, 8:31 pm

Quando metti il presupposto che chi contestualizza le best practices e si adatta per raggiungere lo scopo è un coach esperto che conosce e ha già esperienza e padronanza delle pratiche allora la tua posizione converge con quella di Keith Braithwaite

> Il modo migliore per introdurre una cultura “Agile” nella vostra azienda è quello di ingaggiare un team di professionisti con esperienza da mixare con un vostro team

quoto al 100% , corrisponde a quanto ho osservato nella pratica

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