James Shore mi legge nel pensiero

10 April, 2009 (15:33) | agile, business, life, rant

Da un post di James Shore

Starting now, I’m reorienting my business to focus on people who want to be great. I hope there’s enough of you still out there. Agile continues to be the best way I know to get to greatness, so that’s what I’m using, but I’m no longer interested in helping people find the lowest-impact way to slap an Agile sticker on their door.

I want to work with people who want to be great. People who aren’t satisfied just fitting in. People who are willing to take risks, rock the boat, and change their environment to maximize their productivity, throughput, and value. If that’s you–particularly if you’re in a product-focused, entrepreneurial environment–I want to hear from you. We can do great things together.

Esattamente quello che ho iniziato a fare da un po’ di tempo a questa parte, ovviamente per ragioni diverse da quelle di Shore :-) e purtroppo il mercato italiano non è così vasto e vario, quindi stanco di sentirmi dire cose come “bello, ma da noi non può funzionare”, “si, ma noi siamo diversi”, ecc… ho deciso d’intraprendere la strada delle startup, ovvero aziende orientate al prodotto, ambienti dove la politica e la burocrazia non contano, ambienti dove solo i fatti contano :-)

Certo che se tutto quello che ho sempre predicato fosse fuffa, fra un po’ mi troverete a pelare le patate nei sottomarini cinesi… stay tuned

Comments

Comment from Daniel Londero
Date: April 10, 2009, 10:31 pm

Ciao Gabriele, capisco perfettamente ciò che esprimi quando parli del mercato italiano. I management “vecchio stampo” abituati al waterfall ed al “tutto in un colpo” non sono in grado di recepire i vantaggi del cambiamento. E te lo dice uno che cerca di cambiare le cose, o almeno di far intravedere qualche vantaggio, dall’interno dell’azienda…
Fai bene e spero che ti vada tutto per il meglio!

P.s. ero a Roma alla PHPCon ed ho seguito la tua interessantissima session su REST: vivissimi complimenti, sei un oratore eccellente!

Comment from admin
Date: April 11, 2009, 6:59 am

@Daniel Grazie mille dei complimenti, sono contento che l’intervento ti sia piaciuto, per quanto riguarda la strada che ho deciso d’intraprendere… fra poco lo scopriremo :-)

Comment from Luca Minudel
Date: April 11, 2009, 11:14 am

Complimenti per la scelta intelligente :)

Spero scriverai sul blog di questa sana esperienza, se mi è permesso ho davvero molte curiosità

Per esempio sarai il solo esperto di metodi agili nel team ?
Che approccio userai per formare col maggior ROI il team sugli skill necessari ai metodi agili?
etc. etc.

Comment from admin
Date: April 11, 2009, 2:11 pm

@Luca l’approcio metodologico che ho intenzione di seguire è quello delle “lean startup” (http://startuplessonslearned.blogspot.com/search/label/lean%20startup), a parte il mio socio (http://federico.galassi.net/), che però è totalmente allineato con me, ed eventuali investitori, che cercherò di evitare il più possibile, non dovrò rendere conto a nessuno e quindi potrò realmente provare sul campo ciò di cui vado predicando e potrò farlo a 360°, mi sento molto tranquillo, probabilmente è imprudenza :-)

Per quanto riguarda l’eventuale espansione del team, l’approcio è molto semplice, forte cultura aziendale a livello di DNA, non questionabile, all-in, o sei dentro o sei fuori, se non ci sarà nessuno resteremo semplicemente in due :-)

Detto questo l’approcio master/journeyman/apprentice ala craftsmanship è quello che mi piacerebbe adottare (ma è decisamente molto presto per parlarne)

Comment from Luca Minudel
Date: April 11, 2009, 6:21 pm

grazie x il link, mi guarderò gli audio/video indicati

quindi se ho capito parti con la maggioranza del team già formato (la chiamo la tecnica del 2 contro 1) e i nuovi arrivi si troveranno “in minoranza” quindi sarà facile contagiarli con l’esempio e l’affiancamento

è l’approccio che preferisco perchè secondo me è quello che ha il maggiore ROI

attualmente invece mi trovo nell’altra condizione ossia come “esperto” sono in minoranza perchè gli esperti guidano ogniuno un team. quindi faccio leva sulla autonomia, responsabilità e curiosità che è la caratteristica dell’ambiente dove ora lavoro (la chiamo la tecnica del contagio virale). se incontrassi delle resistenze ho il piano B di rifondare un team con solo 2 persone “esperte” e applicare l’altro approccio con ogni singala nuova entrata nel team (la tecnica del 2 contro 1)

nella tecnica del 2 contro 1 se il punto di forza è la riuscita, la debolezza che vedo è quell’approccio autoritario che tende a formare persone “dipendenti” dal coach poco inclini a rischiare contraddire e proporre nuovi approcci. infondo è proprio cosi che nasce la cultura del “noi qui siamo diversi” e “qui da noi si fa cosi, quello non si può fare”
in questo caso dopo un periodo di formazione sugli skill tecnici quindi dal 2 contro uno passerei al 1+1 prima sul coding (decisioni di design-planning-standard del team-scelte strategiche) e poi sul processo (retrospective e action collegate)

ops finisco sempre per chiacchierare troppo :) – continua a postare su questa avventura !!!

Comment from jacopo
Date: April 13, 2009, 7:23 pm

in bocca al lupo Gabriele e grazie per il link, gli darò uno sguardo anch’io.
ti supplico, tieni un diario aggiornato dell’esperienza con la start-up :)

Comment from Massimo Solcia
Date: May 19, 2009, 8:57 pm

Come al solito leggo con voracita’ e tanta ammirazione i vostri post (”vostri” intendo sia quelli di Gabriele in questo blog che quelli di Luca nel suo). Se vi dovesse servire un discepolo gia’ convinto dell’utilita’ delle pratiche agili penso che come me, in Italia, vi sono persone pronte ad uscire dall’ombra. La strada e’ lunga ma con evangelisti del vostro calibro la partita puo’ essere combattuta. Forza cosi’
ciao

Comment from admin
Date: May 20, 2009, 5:17 am

@Massimo tu scherzi, ma io mi sono segnato il tuo indirizzo :-)

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