La tecnica del pomodoro e il paradosso della scelta

22 May, 2009 (12:27) | agile, pomodoro | No comments


The Paradox of Choice: Why More Is Less

Qualche giorno fa Federico mi ha regalato questo libro, visto che l’ha comprato anche lui, visto che ha già iniziato a leggerlo e visto che a causa di questa lettura ha un’epifania ogni 10 minuti (di cui m’informa in tempo reale), non ho potuto far altro che iniziare a leggerlo anch’io, scelta felice, la prima epifania riguarda la tecnica del pomodoro

Il succo del discorso è che fare scelte è molto impegnativo, la situazione peggiora se:

  • gli obiettivi non sono chiari
  • non è chiaro come una scelta potrebbe influenzare il raggiungimento dell’obiettivo
  • le scelte sono molte

Provate a pensare al nostro lavoro, o in generale al lavoro creativo dove le possibili scelte sono infinite, dove l’obiettivo è soddisfare un’utente che nella maggior parte dei casi non conosciamo, ecc… capite che non siamo messi molto bene :-)

La tecnica del pomodoro per lo meno ti consente di separare i momenti in cui devi effettuare una scelta (cosa fare e quando farla) e i momenti in cui devi eseguire. La possibilità offerta è quella di eliminare lo stress continuo della scelta, ovvero di eliminare quella vocina che continuamente si chiede “sto facendo la cosa giusta? Potrei fare anche quall’altra cosa! Ah e poi devo fare anche quell’altra! Non sarebbe meglio se quell’altra cosa la facessi subito? Caxxo quante cose ho da fare! Riuscirò a farle tutte in tempo? Ecc…”, ovvero un context switch mentale continuo, uno stress altissimo che non porta sicuramente a nessun risultato

Nei 25 minuti del pomodoro non sei autorizzato a pensare ad altro oltre a quello che stai facendo, quando hai finito hai la possibilità di utilizzare il risultato del tuo lavoro per poter operare delle scelte informate, limitando le speculazioni mentali e diminuendo notevolmente l’ansia

Sostanzialmente è quello che fanno le metodologie iterative ed incrementali a livello di progetto, la tecnica del pomodoro ti consente di applicare lo stesso principio e di ottenere gli stessi vantaggi ad una granularità più fine e direi più umana

Conferenze di primavera (all4web)

20 May, 2009 (07:05) | programming | No comments

Venerdì 08/05/2009, oggi si va ad All4Web, Milano, home sweet home, sono riuscito a svegliarmi ad un’ora decente, peccato che questa volta mi sono perso :-D Ho seguito pedissequamente le indicazioni che c’erano sul sito della conferenza, incredibilmente mi hanno condotto al luogo descritto (ero molto fiero di me stesso) peccato che il posto fosse quello sbagliato, ovvero indicazioni giuste per il posto sbagliato, fortunatamente conoscendomi mi ero dato un margine di un’ora che anche in questo caso purtroppo non è stato sprecato, dopo 2.5 Km a piedi sono arrivato a destinazione (nota: l’università della Bicocca è enorme, ho anche trovato la sede ideale della mia startup… mmm loft)

Durante la giornata ho incontrato dei ragazzi di Trieste che mi hanno chiesto qualche consiglio su come iniziare ad introdurre le metodologie Agili nella propria azienda, per le due chiacchiere che abbiamo fatto posso dire che sono sulla strada buona, il fatto stesso che economicamente se la stanno passando bene, che non soffrono più di tanto (la sofferenza è uno dei motori principali del cambiamento) e che nonostante questo abbiano tanta voglia di migliorare, gli fa veramente onore, in bocca al lupo ragazzi!

Nota mentale: Milano capitale dell’IT in Italia… io direi più Milano capitale della consulenza in Italia, incontro sempre più persone che sviluppano prodotti, anche leader di mercato (come i ragazzi di Trieste), che non hanno niente a che fare con Milano

Il giudizio generale sulla conferenza è molto buono sopratutto se consideriamo che: è al suo primo anno e che è stata organizzata gratuitamente dalle community locali in collaborazione con l’università. Nonostante il classico antipattern delle conferenze gratuite (generalmente si presentano molte meno persone rispetto a quelle che si iscrivono), il numerico presente era buono (un centinaio?), gli interventi erano tutti di ottimo livello, unica nota negativa della giornata è stata l’assenza di studenti in una conferenza universitaria… no comment…

Racconto brevemente la storia della presentazione qui sotto: un paio di mesi fa Marco Abis mi chiama e mi chiede se voglio parlare ad una coferenza rappresentando l’Italian Agile Movement, io: “certo perchè no”, vado a vedere di cosa tratta la conferenza… RIA (Ritch Internet Applications), bene, io e Federico stiamo sviluppando proprio quello, chiedo a Federico di scrivere la descrizione (scrive meglio di me), la pubblichiamo, al che però Marco sottolinea il fatto che, come rappresentanza delle metodologie Agili dobbiamo trattare quei temi… ooops, la descrizione era già stata scritta…

Pensandoci sopra poi ho capito che in realtà le tecnologie che abbiamo scelto io e Federico (tecnologie che erano l’oggetto della presentazione che volevamo fare) servivano per sostenere il processo produttivo che avevamo in mente, un processo produttivo fortemente iterativo, incrementale ed adattivo, capace di sopravvivere in un contesto di estrema incertezza come quello di una startup. La conclusione è che non è vero che le tecnologie che scegliamo prescindono dalla metodologia di sviluppo, e non vero che la metodologia che scegliamo prescinde dall’ambiente dal progetto e dal suo ambiente. L’unico modo per ottenere il Total Flow, ovvero l’eliminazione di tutti gli sprechi, è necessario considerare tutti questi aspetti nella loro globalità

Conferenze di primavera (bettersoftware)

14 May, 2009 (15:13) | agile, programming, xp | No comments

Non so per quale ragione, ma le conferenze tendono a raggrupparsi in alcuni periodi dell’anno (probabilmente la ragione c’è solo che non la conosco), fatto sta che quest’anno me ne sto facendo una scorpacciata, la ragione per la quale vado alla conferenze è sostanzialmente rivedere alcune persone che incontro soltato in queste occasioni e per conoscerne di nuove, persone stimolanti che mi danno la carica per tutte le attività che porto avanti.

I talk m’interessano relativamente, è raro assistere ad un talk che parla di un’argomento di mio interesse all’interno del quale si dicano cose che non ho già letto e/o sentito, chiaramente questo non dipende dalla preparazione dell’oratore ma dal fatto che non può dar per scontato che tutti i presenti conoscano già determinati argomenti. Alcuni tipi di talk però fanno eccezione, per esempio gli experience report mi piacciono molto

Giovedì 07/05/2009, la giornata inizia subito bene, parto con il treno delle 6:30 da Milano con l’iphone pieno di conferenze (quale cosa migliore di andare ad una conferenza guardandosi altre conferenze), direzione: Firenze, scopo: partecipare a bettersoftware. Arrivati a Firenze sto per scendere dal treno e becco Simone Genini, grazie al suo aiuto riesco a raggiungere appena in tempo l’albergo della conferenza (io ho una capacità di perdermi incredibile, talmente incredibile che neanche iphone + google maps mi salvano)

Primo talk (mannaggia a chi ha deciso di far iniziare la conferenza così presto) è stato quello di Antonio Cangiano sul mondo delle startup, lui stesso ne sta facendo partire una e ha condiviso con la platea i suoi pensieri. Sabato (durante pycon3) ho avuto modo di parlare con Antonio, è una persona molto simpatica e socievole, mi ha spiegato le idee che stanno alla base di thinkcode (la sua startup) e devo dire che sarò sicuramente uno dei loro primi clienti (se siete appassionati di programmazione vi consiglio di iscrivervi alla loro ml, se non siete appassionati di programmazione avete sbagliato blog :-))

La giornata è proseguita con i talk di Matteo Vaccari, Francesco Cirillo e Simone Casciaroli (Simone perchè non hai un blog?), tre experience report degni di nota.

Scena madre della giornata: Francesco Cirillo sale sul palco e attacca con la campagna anti-if, dice che ha delle magliette da regalare, ma le regalerà solo a chi dirà qualcosa in grado di colpirlo, al che Jacopo Romei che era seduto di fianco a me si alza e urla “Sei Bellissimoooo!!!”, scoppiano tutti a ridere e lui si becca la maglietta, grande Jacopo, uno ottimo esempio di pensiero creativo :-)

James Shore mi legge nel pensiero

10 April, 2009 (15:33) | agile, business, life, rant | 8 comments

Da un post di James Shore

Starting now, I’m reorienting my business to focus on people who want to be great. I hope there’s enough of you still out there. Agile continues to be the best way I know to get to greatness, so that’s what I’m using, but I’m no longer interested in helping people find the lowest-impact way to slap an Agile sticker on their door.

I want to work with people who want to be great. People who aren’t satisfied just fitting in. People who are willing to take risks, rock the boat, and change their environment to maximize their productivity, throughput, and value. If that’s you–particularly if you’re in a product-focused, entrepreneurial environment–I want to hear from you. We can do great things together.

Esattamente quello che ho iniziato a fare da un po’ di tempo a questa parte, ovviamente per ragioni diverse da quelle di Shore :-) e purtroppo il mercato italiano non è così vasto e vario, quindi stanco di sentirmi dire cose come “bello, ma da noi non può funzionare”, “si, ma noi siamo diversi”, ecc… ho deciso d’intraprendere la strada delle startup, ovvero aziende orientate al prodotto, ambienti dove la politica e la burocrazia non contano, ambienti dove solo i fatti contano :-)

Certo che se tutto quello che ho sempre predicato fosse fuffa, fra un po’ mi troverete a pelare le patate nei sottomarini cinesi… stay tuned