La tecnica del pomodoro e il paradosso della scelta

Qualche giorno fa Federico mi ha regalato questo libro, visto che l’ha comprato anche lui, visto che ha già iniziato a leggerlo e visto che a causa di questa lettura ha un’epifania ogni 10 minuti (di cui m’informa in tempo reale), non ho potuto far altro che iniziare a leggerlo anch’io, scelta felice, la prima epifania riguarda la tecnica del pomodoro
Il succo del discorso è che fare scelte è molto impegnativo, la situazione peggiora se:
- gli obiettivi non sono chiari
- non è chiaro come una scelta potrebbe influenzare il raggiungimento dell’obiettivo
- le scelte sono molte
Provate a pensare al nostro lavoro, o in generale al lavoro creativo dove le possibili scelte sono infinite, dove l’obiettivo è soddisfare un’utente che nella maggior parte dei casi non conosciamo, ecc… capite che non siamo messi molto bene :-)
La tecnica del pomodoro per lo meno ti consente di separare i momenti in cui devi effettuare una scelta (cosa fare e quando farla) e i momenti in cui devi eseguire. La possibilità offerta è quella di eliminare lo stress continuo della scelta, ovvero di eliminare quella vocina che continuamente si chiede “sto facendo la cosa giusta? Potrei fare anche quall’altra cosa! Ah e poi devo fare anche quell’altra! Non sarebbe meglio se quell’altra cosa la facessi subito? Caxxo quante cose ho da fare! Riuscirò a farle tutte in tempo? Ecc…”, ovvero un context switch mentale continuo, uno stress altissimo che non porta sicuramente a nessun risultato
Nei 25 minuti del pomodoro non sei autorizzato a pensare ad altro oltre a quello che stai facendo, quando hai finito hai la possibilità di utilizzare il risultato del tuo lavoro per poter operare delle scelte informate, limitando le speculazioni mentali e diminuendo notevolmente l’ansia
Sostanzialmente è quello che fanno le metodologie iterative ed incrementali a livello di progetto, la tecnica del pomodoro ti consente di applicare lo stesso principio e di ottenere gli stessi vantaggi ad una granularità più fine e direi più umana